Lunedì 18 Agosto

La caratteristica festa ha inizio l’ 8 Agosto, giorno della "Cantata", con il suono festoso delle campane e lo sparo della salve di colpi a cannone; la sera si conduce in processione un quadro, opera di ignoto dei primi dell’Ottocento, raffigurante il volto di Cristo Salvatore. Il corteo avanza per le principali vie della Città intonando un ritornello (composto nell' Ottocento su modello tratto dalla terza scena del secondo atto del "Trovatore" di Giuseppe Verdi e musicato il 3 agosto 1939 dal concittadino M° Ignazio Bono-Lanza), da cantarsi nei pressi dei vari quartieri storici e degli antichi conventi e monasteri della Città. E’ l’annuncio con il quale, ancora una volta, si invitano i cittadini a prepararsi, con rinnovata fede e devozione, all’approssimarsi della festività patronale.
  
Segue un periodo di nove giorni di attesa ("Novenario") e di celebrazioni liturgiche in preparazione alla solennità.

Si arriva a giorno 17, "Vigilia" della festa. La mattina inizia con il giro per le vie della Città del corpo bandistico locale per la tradizionale questua. Alla sera, una delegazione del Comitato per i festeggiamenti, unitamente al suo Presidente, si reca al Palazzo di Città per prelevare il Sig. Sindaco e le Autorità civili e militari, quindi il corteo muove verso la Chiesa Madre.

Il Sindaco reca con sè la chiave “Urbis Praefe - Patrono Svo", il Presidente pro-tempore dei festeggiamenti la "Vniversitas Militelli - Patrono Svo" ed il Parroco della Matrice la "Archipresbyter - Patrono Svo". Dopo l’offerta del cero votivo e l’omaggio floreale al Patrono da parte del primo cittadino, avviene lo svelamento della venerata effigie del Santissimo Salvatore con apertura delle artistiche porte in bronzo della Sua cappella, disserrate mediante le tre storiche chiavi in argento, riunitesi per l’occasione.

Giorno 18, "Festa del Patrono", la Città si sveglia con il suono festoso delle campane e lo sparo della salve di centouno colpi a cannone seguiti, in mattinata, dal solenne Pontificale e, nel pomeriggio, dall’uscita del fercolo dalla Chiesa Madre; il suggestivo affidamento al Patrono dei figli della città, denudati e rivestiti del tradizionale abitino devozionale rosso, simbolo dell’ardore della fede, dell’amore in Cristo e della Sua regalità, e la conseguente trionfale salita verso il Monte Calvario, luogo simbolico della Sua morte e risurrezione, sono coronati dallo sparo di rinomati fuochi d’artificio.

Quindi il popolo devoto conduce in solenne processione il fercolo del Patrono per le vie della Città, sfarzosamente addobbate a festa per l’occasione, parate con drappi bianchi e rossi, coperte, luci, fiori e altarini devozionali.

L’ "Ottavario" vede il susseguirsi di numerose celebrazioni in ambito liturgico nonchè varie iniziative a carattere culturale, sportivo e ricreativo facenti da cornice di intrattenimento per quasi tutte le fasce di età della popolazione. La "Veglia di preghiera" del 24 e la breve processione del simulacro sino ai "quattro canti" del giorno 25, "Ottava" della festa, concludono il quadro dei solenni festeggiamenti patronali.